Arrendersi mai. “Work-life balance” di Aisha Franz

Click clack click. Il rumore dei tasti premuti freneticamente sul computer. Click clack click. La colonna sonora dei millennial impiegati negli uffici fisici o virtuali del mondo. Click clack click. La sinfonia del sovraccarico lavorativo. La fanfara del burnout. Click clack click. Per la dottoressa Sharifi? Una banale tecnica di Asmr per rilassarsi e prendere sonno. Click.

In Work-life Balance, la fumettista tedesca Aisha Franz ci mette di fronte alla villain definitiva. Spietata, implacabile, svuotata di oggi goccia di empatia: la dottoressa Sharifi, la strizzacervelli a cui non interessa minimamente la vita dei propri pazienti! Durante le sedute legge il cellulare, si distrae di continuo, interrompe, cambia argomento, sembra quasi godere nel maltrattare i suoi assistiti (scoreggia pure di fronte ad una di loro, rimanendo impassibile).

Pubblicato nel 2022 da Reprodukt, poi tradotto in varie lingue tra cui italiano nel 2024 (per 24ORE Cultura Comics) Work-life balance è una satira sulla cultura contemporanea del lavoro di cui non sapevamo di avere bisogno. L’apatica dottoressa Sharifi è una macchietta dai tratti volutamente esagerati, farseschi. Uno specchio deformante che, paradossalmente, ci restituisce un’immagine più che nitida della realtà. Una realtà dove il lavoro, lungi dall’essere una dimensione di realizzazione personale, diventa uno spazio di tensione permanente, dove anche le strutture che dovrebbero offrirci sollievo mentale, riproducono gli stessi meccanismi di alienazione.

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Romagna mia, Romagna al Bar Fiore. Recensione di “L’è una legera” di Martina Sarritzu

A mio parere non è un caso che nell’ultimo libro di Martina Sarritzu – L’è una legera, pubblicato da Canicola – si menzioni più volte il film Pink Flamingos di John Waters. Come il regista cult di Baltimora, Maryland, anche la fumettista romagnola ha infatti una passione tutta speciale per il cattivo gusto e le vite scadenti dei suoi concittadini rozzi, psicotici e derelitti, senza distinzione di genere. Credo che questa citazione-omaggio anticipi nel suo piccolo tutta l’ironia e l’amore per l’imperfezione, i limiti e le fragilità umane di cui è capace l’autrice.

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A.M.A.R.E. L’amour (et la confusion) toujours

Quando apro A.M.A.R.E. ci trovo dentro una cartolina Maple Death x Canicola che mi suggerisce di ascoltare un brano musicale dedicato all’antologia. Seguo il consiglio, metto su “Occhi di serpente” degli italiani WOW e mentre China canta “Tutto intorno gira nella sala buia, chissà se apparirai te” mi immergo nella lettura. Poche pagine e sono già travolta, in mare aperto, pronta a lasciarmi andare alle onde e la dialettica di autrici straordinarie e le loro storie prive di inutili timidezze, lontane da pose e compiacimenti di cui pecca talvolta il racconto adolescenziale a fumetti, in ambito indie e mainstream.

L’antologia composta dai racconti scritti da Martina Sarritzu, Amanda Vähämäki, Roberta Scomparsa, Eliana Albertini e Alice Socal (il titolo nasce dall’unione delle loro iniziali anagrammate e puntate, un po’ come le mitiche W.I.T.C.H.) è, per quanto mi riguarda, uno dei fumetti italiani dell’anno. Altissima qualità dei testi oltre che dei disegni, unisce il talento di cinque autrici di fumetto contemporaneo che appartengono a generazioni differenti, per raccontare cosa significhi essere adolescenti, interrogarsi sulla propria identità e le aspettative che la società ripone in noi.

A Martina Sarritzu (già nella scuderia Canicola con Vacanze in scatola scritto da Tuono Pettinato) spetta l’onere e l’onore di firmare il primo racconto, “Un passo indietro” settando mood e temi dell’intero libro. Anna e Viò sono alle medie, migliori amiche che passano il tempo a imitarsi a vicenda, parlare di ragazzi e scambiarsi make-up economico, cercando di passare indenni una delle fasi più delicate della loro vita. Sono l’emblema delle adolescenti italiane, abitanti della provincia che si muovono tra noia e bisogno di capire se stesse. Assecondando i goffi appetiti sessuali dei coetanei, tutti motorino e pomiciate spinte sulle panchine. Come molte di noi, lottano per capire tra amicizia e amore, cosa sia più adatto a loro.

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